Reali miniere e magone di Terra di Lavoro

Le Reali miniere e magone di Terra di Lavoro sono un distretto industriale (minerario-metallurgico) del Regno delle Due Sicilie, in attività dal 1770 al 1860. Il complesso, creato con finalità militari, è costituito dalle magone di Canneto (Settefrati) e Rosanisco (Atina), dalle miniere di Canneto, San Donato e Campoli. Nonostante l’occupazione e la ricchezza prodotte, la produzione viene sospesa nell’ottobre del 1860, quando re Francesco II si rifugia a Gaeta per l’ultima difesa del Regno. Il governo sabaudo, rispetto alle ripetute sollecitazioni dei politici locali circa una possibile riapertura del complesso, preferisce chiuderlo definitivamente e venderlo all’asta.

Info

• Tipologia: distretto minerario-metallurgico
• Regione: Lazio (in origine: Terra di Lavoro)
• Comuni: Atina, Campoli Appennino, Picinisco, San Donato Val di Comino, Settefrati
Inizio attività: 1770
Fine attività: 1860

Storia

Nel 1860 la produzione di ferro fuso raggiunge le 3,1 tonnellate giornaliere. Nelle miniere del Regno delle Due Sicilie la giornata lavorativa è di 8 ore, rispetto alle 16 delle miniere di altre nazioni. Per chi si infortuna viene prevista una “cassa previdenza”, mentre per chi viola le regole non mancano pene corporali.

Caratteristiche

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Siti

• Real magona di Canneto (1770)
• Real magona di Rosanisco (1858)
• Reali miniere di Campoli
• Reali miniere di Canneto
Reali miniere di San Donato (1853)

Elementi di interesse

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Personaggi legati al distretto industriale

• Ferdinando I di Borbone (1751-1825): re delle Due Sicilie
• Ferdinando II di Borbone (1810-1859): re delle Due Sicilie
• Francesco II di Borbone (1836-1894): re delle Due Sicilie
• Gennaro Isastia (1818-1874): militare, direttore del distretto
• Gaetano Tenore (1826-1903): geologo, mineralista
• Alfonso Visocchi (1838-1909): politico, sindaco di Atina

Curiosità

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Fonti e riferimenti bibliografici

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