Matita

La matita è uno strumento per disegnare e per scrivere. La matita comune è costituita da un sottile cilindro (mina) di un impasto di grafite o di altre materie coloranti, racchiuso in una guaina di legno dolce che viene per l’uso tagliato a punta, in modo da lasciare scoperta l’estremità della mina. I vocaboli italiani lapis e matita derivano entrambi dal latino lapis haematites che significa “pietra di ematite”: prima della scoperta della grafite venivano utilizzati, con funzioni analoghe, bastoncini di carbone o di ematite (un ossido di ferro).

Storia

La matita moderna venne creata nella seconda metà del XVI secolo, dopo la scoperta a Cumberland, in Inghilterra, di miniere di grafite. Il materiale venne inizialmente utilizzato per segnare il bestiame. La matita, come la conosciamo oggi, costituita da un’anima di grafite inserita in un profilo cilindrico o esagonale di legno è attribuita a due italiani, Simonio e Lyndiana Bernacotti.

La maggioranza delle matite prodotte negli USA in età contemporanea è di colore giallo. La tradizione ebbe inizio nel 1890 quando L. & C. Hardtmuth in Austria-Ungheria introdusse la marca Koh-I-Noor Hardtmuth, dal nome di un celebre diamante indiano. Il colore giallo voleva attirare l’attenzione sulla qualità della matita, sulla provenienza (asiatica) della grafite e sui colori della casa d’Asburgo (giallo-nero).

Caratteristiche

La matita comune si presenta come un bastoncino di legno, solitamente a sezione esagonale per una corretta impugnatura, al cui interno è inserita un’anima di grafite o di altro materiale chiamata mina. Un’estremità della matita si appuntisce in maniera da rimuovere il rivestimento di legno e far emergere la punta della mina per poter così tracciare il colore. La punta della matita si effettua con uno strumento a lama detto temperamatite o temperino. L’utilizzo del temperino è necessario periodicamente, perché la grafite si consuma all’uso ed è necessario far la punta per far sì che la matita lasci un tratto preciso.

Esiste un tipo particolare di matita, chiamato portamine, costituito da una struttura in plastica o in metallo leggero contenente una serie di sottili mine di grafite. Premendo il pulsante all’estremità del portamine, viene fatta fuoriuscire una mina. Le mine di questo tipo hanno diametro variabile (0.3 – 0.5 – 0.7 millimetri), non devono essere temperate e si possono inserire nel portamine più di una. Quelle di maggior diametro (da 1 a 6 millimetri) possono essere inserite solo una alla volta e, all’occorrenza, devono essere appuntite con un temperamine.

Curiosità

Esistono diversi tipi di matite, a seconda delle caratteristiche di durezza e di composizione della mina. Le matite da disegno si differenziano in 22 tipologie: EE (morbidissima), EB, 9B, 8B, 7B, 6B, 5B, 4B, 3B, 2B, B (morbide) HB (media), F, H, 2H, 3H, 4H, 5H, 6H, 7H, 8H, 9H (durissima). Le matite più morbide permettono di ottenere un nero intenso (spesso indispensabili nei disegni artistici), mentre quelle più dure vengono prevalentemente utilizzate nel disegno tecnico.

La durezza della mina dipende dalla sua composizione. Una mina per matite è generalmente una miscela di polveri di grafite e di argilla che richiede un trattamento di cottura. Una maggiore quantità di argilla rende la mina più dura e produce un segno più chiaro.

Un particolare tipo di matita da disegno artistico è il carboncino, dal tratto molto morbido, il quale consente una grande possibilità di gradazione dei toni. Matite più spesse e con la punta anche grezza sono utilizzate nella falegnameria e nell’edilizia in generale per riportare velocemente misure e rilevamenti.

Fonti e riferimenti bibliografici

• Petroski, Henry. The pencil: a history of design and circumstance. Londra: Faber & Faber, 1990.

Barra laterale