I quattro dell’apocalisse (film, 1975)

I quattro dell’apocalisse (1975) è un film western diretto da Lucio Fulci, interpretato da Fabio Testi, Lynne Frederick, Michael J. Pollard, Tomas Milian, Harry Baird. Il regista descrive un West cupo, crepuscolare, alternando forti scene di violenza a momenti ironici, quasi surreali. In questa personale rivisitazione del genere, Fulci rende protagonisti un quartetto di antieroi e reietti, in cui i confini tra legge e crimine sono impercettibili. La poetica macabra, sperimentata per questa pellicola, diventerà il tratto distintivo degli horror girati dal regista negli anni a seguire. Nel 2007 I quattro dell’Apocalisse è stato selezionato per la retrospettiva dedicata al western all’italiana durante la LXIV mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Info

• Tipologia: film di lungometraggio
• Genere: western
• Titolo originaleI quattro dell’apocalisse
• Lingua originale: italiano
• Paese di produzione: Italia
• Anno: 1975
• Durata: 104 minuti
• Colore: colore
• Audio: sonoro
• Produzione: Coralta Cinematografica
• Luoghi delle riprese:
• Periodo delle riprese: dal 2 dicembre 1974 al 19 gennaio 1975
• Distribuzione: Francia (1983); Germania Ovest (Adria Filmverleih, 1977); Italia (Cineriz, 1975); Norvegia (1977); Portogallo (1978)
• Altri titoliFour Gunmen of the Apocalypse (Stati Uniti); Four Horsemen of the Apocalypse (Stati Uniti); Les quatre de l’apocalypse (Francia); Los cuatro del apocalipsis (Spagna); Os Quatro do Apocalipse (Brasile, Portogallo); The Four of the Apocalypse… (Stati Uniti); Verdammt zu leben – verdammt zu sterben (Germania Ovest)

Cast

• Regia: Lucio Fulci
• Soggetto: Ennio De Concini, dai racconti The luck of the roaring camp di Francis Brett Harte
• Sceneggiatura: Ennio De Concini
• Fotografia: Sergio Salvati
• Musica: Fabio Frizzi, Franco Bixio, Vince Tempera
• Scenografia: Giovanni Natalucci
• Costumi: Massimo Lentini
• Montaggio: Ornella Micheli
• Suono: Mario Ottavi
• Trucco: Massimo De Rossi
• Produttore: Edmondo Amati

Interpreti e personaggi principali

• Fabio Testi: Stubby Preston
• Tomas Milian: Chaco
• Lynne Frederick: Emanuelle “Bunny” O’Neill
• Michael J. Pollard: Clem
• Harry Baird: Bud
• Adolfo Lastretti: reverendo Sullivan
• Bruno Corazzari: Lemmy
• Giorgio Trestini: Saul
• Donald O’Brien: sceriffo di Salt Flat

Trama

Cacciati in malo modo dalla gente “per bene” di Salt Flat, la prostituta Bunny, il giocatore Stubby, il becchino Butt e l’alcolizzato Clem uniscono le loro sorti in precaria solidarietà e vanno alla ricerca di un nuovo approdo. Bunny è incinta e i pellegrini in cui i quattro s’imbattono ritengono che Stubby sia il marito. Lo crede anche Chaco, un bandito spietato e sadico, il quale violenta la donna, ferisce Clem e poi sparisce col carro dei quattro. Laceri e disperati riprendono la marcia, ma Clem muore e Butt è preda della follia. Tra Bunny e Stubby nasce un amore sincero; quando i due giungono ad Altaville, villaggio di minatori, la donna dà alla luce un bambino adottato dalla rude comunità. Stubby decide, per il bene della donna e del bambino, di sparire. Lungo il cammino s’imbatte nuovamente in Chaco, il quale ha fatto strage di un gruppo di pellegrini. Stubby lo uccide e si allontana, solo col suo cavallo, seguito da un cane randagio che ha deciso di fargli compagnia.

Elementi di interesse

I quattro dell’apocalisse è un western tardo e crepuscolare. La struttura narrativa dell’opera richiama i road movie, mentre i colori acidi con le immagini sfocate ai bordi sono tipici della produzione psichedelica degli anni settanta. Il regista forza in maniera inusitata i codici del western all’italiana, portandoli all’estremo: il film è considerato il più violento del regista per gli stupri, il cannibalismo e le diverse scene splatter, come quella dello sceriffo scuoiato vivo.

Lucio Fulci si allontana dalle tematiche tipiche del western (indiani contro cowboy, duelli frontali sotto il sole cocente, lotte di liberazione in favore del popolo messicano, ecc.)  per dare voce agli emarginati, alle figure che da sempre popolavano il sottobosco di questo genere, ma che non trovavano ruoli di primo piano nelle sceneggiature. Questa soluzione narrativa, assieme alla violenza sporca e realistica di molte scene, avvicina il regista italiano a Sam Peckinpah.

Curiosità

Per la caratterizzazione della figura del maligno vagabondo che si compiace della sua natura sadica e crudele, Tomas Milian sostenne di essersi ispirato a Charles manson, il capo della setta dei “Figli di satana”, all’epoca agli onori delle cronache per aver ammazzato, tra gli altri, l’attrice Sharon Tate.

Le musiche non sono solo un accompagnamento, ma anche un importante elemento narrativo e registico del film. Dietro the “Cook and Benjamin Franklin Group” si nascondono le tastiere di Vince Tempera, la chitarra di Massimo De Luca, il basso di Michele Seffer, l’armonica di Franco Di Lelio e le percussioni di Tony Esposito.

Il film, inizialmente vietato ai minori di 18 anni a causa della durezza di alcune scene, venne successivamente ridistribuito in versione rimaneggiata.

Accoglienza

(in preparazione)

Fonti e riferimenti bibliografici

• Internet Movie Database (IMDb)

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