Ecce Homo: I sopravvissuti (film, 1969)

Ecce Homo: I sopravvissuti (1969) è un film di fantascienza diretto da Bruno Gaburro, interpretato da Philippe Leroy, Irene Papas, Gabriele Tinti, Frank Wolff, Marco Stefanelli. La storia di un gruppo di sopravvissuti alla guerra nucleare che tenta di ricominciare la vita in condizioni primordiali è il primo esempio di cinema post-atomico italiano.

Trama

Due coniugi e un bambino, loro figlio, scampati al disastro nucleare vivono in una roulotte in riva al mare conducendo una stentata e primitiva esistenza. L’uomo è stato contaminato dalle radiazioni che gli hanno piagato il corpo e lo hanno reso impotente. Le giornate si svolgono in una strana e serena rassegnazione. All’improvviso si affacciano altri due sopravvissuti: il soldato Len e l’intellettuale Quentin. Spiando il comportamento e i discorsi della coppia, i nuovi arrivati comprendono che Jean, apertamente ostile nei loro confronti, è diventato impotente a causa delle radiazioni. Nella mente di Quentin prende forma l’idea di servirsi di Anna per perpetuare la specie umana. Quello che per l’intellettuale è un obbligo morale, per il soldato è desiderio istintivo e violento. Len possiede la donna e, dopo aver ucciso Jean, costringe il compagno ad allontanarsi meditando di abbandonarlo. Durante una violenta discussione  egli stesso rimane ucciso. Quando anche Anna, in preda alla disperazione e all’orrore, si suicida, sulla spiaggia restano Quentin e il piccolo Patrick.

Fonti e riferimenti bibliografici

• Sansiveri, Marco. Apocalypse Italia: Il cinema post-atomico italiano. Roma, Gedi, 2015
• Internet Movie Database (IMDb)

Approfondimenti

• Cinema post-atomico italiano

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