Biblioteca Statale del Monumento Nazionale di Montecassino

La Biblioteca Statale del Monumento Nazionale di Montecassino è una biblioteca pubblica ubicata a Cassino, in provincia di Frosinone. L’origine delle collezioni risale al 529, anno in cui Benedetto da Norcia crea a Montecassino la prima comunità di monaci. La biblioteca e l’archivio storico, di prestigio internazionale, sono frequentati da studiosi e laureandi sia italiani che stranieri.

Info

• Tipologia: biblioteca
• Comune: Cassino
• Localizzazione: Abbazia di Montecassino
• Anno di istituzione: 529
• Sezioni speciali: pergamene, manoscritti, incunaboli, fondo musicale

Storia

La biblioteca di Montecassino nacque con l’Abbazia ed è citata nella Regola: «Ognuno riceva un libro dalla biblioteca» (cap. 48). All’inizio conteneva per lo più volumi in papiro, poi, a seguire, in pergamena e in carta. Il secolo IX registrò una serie di importanti accrescimenti del patrimonio bibliotecario che si susseguirono con ritmo accelerato anche nei secoli successivi.

La biblioteca si salvò dal terribile terremoto del 1349, ma non dalle spoliazioni e dispersioni del XIV secolo che continuarono anche nei successivi cent’anni. Una rinascita si ebbe nel Cinquecento, quando vennero recuperati i manoscritti smarriti, acquistati nuovi libri ed eretta una nuova biblioteca più grande. Nel XVIII secolo la raccolta fu incrementata ulteriormente, i manoscritti trasferiti in una nuova sede e il complesso bibliotecario ampliato. Nel 1866 la biblioteca fu costituita ente pubblico.

Il 15 febbraio 1944 l’Abbazia venne distrutta dai bombardamenti alleati, ma i fondi dell’archivio e della biblioteca furono salvati dai soldati tedeschi del generale Fridolin von Senger und Etterlin. Trasferito in Vaticano, il patrimonio tornò a Montecassino durante la ricostruzione nel 1955.

Caratteristiche

La biblioteca si sviluppa in diversi ambienti, coprendo una superficie di oltre 3 mila mq. La prima sala, dall’ingresso principale, è dedicata alla consultazione; le successive tre sale, lungo lo stesso ambiente di ingresso, sono riservate agli uffici del personale.

Le 4 sale presentano, lungo tutte le pareti, eleganti scaffalature novecentesche in legno di noce. Nelle immediate adiacenze si apre il salone della Biblioteca Monumentale: vero e proprio fiore all’occhiello del complesso abbaziale, si estende lungo un corridoio di circa cento metri e conserva il patrimonio librario antico a stampa (dalla metà del 1400 al 1830). A ridosso della prima arcata è sistemato un prezioso mappamondo seicentesco.

Il patrimonio librario moderno, costituito dai volumi pubblicati dal 1831 ad oggi, è invece sistemato in scaffalature metalliche nel piano sottostante: suddivisa nelle dieci classi del sapere secondo la Classificazione Decimale Dewey, la collezione è tuttora in espansione e occupa la quasi totalità dello spazio a disposizione. Adiacente alla biblioteca trova ubicazione l’emeroteca, che conserva circa 300 titoli di periodici.

Elementi di interesse

La biblioteca conserva codici risalenti al VI e VII secolo. Tra le numerose pergamene, il più rilevante è il Placito cassinese (960), considerato uno dei primi documenti della letteratura italiana. Numerose sono le edizioni cinquecentine e seicentine. Tra i libri rari o di interesse particolare vanno ricordati: Rationalis divinorum codex officiorum di Guglielmo Durando di Mende (stampato su pergamena da Giovanni Furst, 1459); De divinis institutionibus del Lattanzio (stampato a Subiaco da Arnold Pannartz e Konrad Sweynheim, 1465); Expositiones librorum novi di Nicola de Lyra e La Storia Romana di Tito Livio (stampati da Pannartz e Shweynheim, 1472); Cosmographia di Pietro Apiano (1524); Historia Plantaroum di Adam Lonicer (1565). Quest’ultimo volume è una sorta di enciclopedia scientifica illustrata che presenta il sunto delle conoscenze della farmacologia lombarda trecentesca, della Scuola Medica Salernitana, della medicina araba ed ebraica.

Patrimonio

La consistenza del materiale consultabile è di circa 125 mila volumi (25 mila anteriori al 1831, fondo antico; 10 mila posteriori: fondo moderno), 189 incunaboli, 1110 codici, 20 mila pergamene, 2063 cinquecentine, 259 titoli di periodici, materiale audio e video. Il corpus del fondo musicale è estremamente vario, in gran parte profano legato alla cultura musicale partenopea tra gli ultimi anni del XVII secolo e la seconda metà del XIX.

Personaggi legati alla biblioteca

(in preparazione)

Curiosità

Intorno al 1127 l’abate Gerardo fece trascrivere la Visione dell’aldilà del giovane Alberico di Settefrati. Alcuni studiosi hanno visto in essa una delle fonti della Commedia. Prezioso è anche il codice cassinese della Divina Commedia, risalente agli anni immediatamente successivi alla morte di Dante. Il testo è corredato di un capitolo curato dal figlio Jacopo.

Fonti e riferimenti bibliografici

• Regola di S. Benedetto padre de’ monaci, e delle monache in Occidente. Pavia, 1784
• Tosti, Luigi. La biblioteca dei codici manoscritti di Monte Cassino. Napoli, 1874
• Bollettino dell’Istituto storico italiano. N. 45, 1929
• Annuario delle biblioteche italiane. Roma, Palombi, 1969
• Pecere, Oronzo (a cura di). Il monaco, il libro, la biblioteca: atti del convegno. Cassino, 2003

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