Ambone

L’ambone (dal greco ambon: superficie convessa) è una tribuna in marmo, pietra o legno, chiusa da tre lati da un parapetto, aperto su una scala nel quarto lato. Questa struttura architettonica sopraelevata è tipica delle chiese cristiane perché da questa vengono proclamate le letture. Nelle chiese paleocristiane e romaniche, invece, si possono avere due amboni ai lati dell’altare per la lettura: in quello di destra, generalmente più piccolo, dell’Epistola, in quello di sinistra, del Vangelo.

Caratteristiche

Il termine “ambone” indica ogni superficie convessa, panciuta: di fatto, molti amboni presentano una convessità in corrispondenza del leggio. Sinonimo di ambone è pergamo (dal greco pergamon: luogo elevato) termine talora utilizzato per indicare il diverso pulpito. Nel rito bizantino di lingua greca viene chiamato ambone l’ampio gradino antistante l’iconostasi, da dove il diacono canta il brano evangelico, anche se non esiste un vero e proprio leggio.

L’ambone è un elemento di rilievo dell’arredo della chiesa ed ebbe forme artistiche di grande pregio e decorazioni in scultura o mosaico. In quanto tribuna rialzata, nella basilica paleocristiana serviva alle allocuzioni, alle letture e canti della liturgia pubblica. Dall’ambone ebbe origine il tipo del pulpito, che si sviluppò specialmente nel tardo Medioevo e nel primo Rinascimento. Nell’architettura islamica l’elemento corrispondente è il minbar.

Nel corso della celebrazione liturgica, hanno accesso all’ambone i seguenti ministri: il lettore, che legge la pericope dell’Antico Testamento e l’Epistola; il salmista, che canta le strofe del salmo responsoriale; il diacono, che proclama il Vangelo. Nel basso Medioevo, il trasporto del lezionario verso l’ambone era accompagnato da un canto processionale detto conductus.

Curiosità

Tra gli amboni antichi più famosi, e non solo in Italia, vi è quello romanico della basilica di San Giulio, sul lago d’Orta (provincia di Novara), realizzato all’inizio dell’XI secolo in serpentino verde di Oira, antica e prestigiosa pietra locale. Particolare, per la sua architettura moresca, è l’ambone della Basilica di Sant’Eufemia di Grado.

Notevoli sono gli amboni del Duomo di Ravello, della Concattedrale di Bitonto, della Cattedrale di Salerno. Ricco di notevoli sculture con magnifici colori è l’ambone della chiesa romanica di Santa Maria del Lago a Moscufo (Pescara). Del 1193 è invece l’ambone nella pieve di San Michele a Groppoli (Pistoia), attribuito a Biduino, con le raffigurazioni della fuga in Egitto, della Nascita di Gesù e della Visitazione della Beata Vergine Maria.

Fonti e riferimenti bibliografici

Enciclopedia italiana. Roma: Istituto della Enciclopedia italiana, 1929.

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