A Tirana scoprono la “love” di Marilyn e Kennedy (articolo, 1991)

Come un popolo-bambino che scopre il mondo, l’Albania post-comunista comincia a interessarsi di tutto, anche di vicende vecchie di trent’anni. La love-story segreta di John Fitzgerald Kennedy e Marilyn Monroe, notizia non proprio inedita, viene pubblicata nell’agosto del 1991 ed è una delle letture più ghiotte, accanto ai racconti erotici di Boccaccio e ai romanzi di Garcia Marquez.

L’articolo

A TIRANA SCOPRONO
LA “LOVE” DI MARILYN E KENNEDY
Le prime “aperture” di un giornale albanese: dai racconti
erotici di Boccaccio ai romanzi di Garcia Marquez
(L’Unità, 18-08-1991)

di Simone Treves

 

Un concerto dei Duran Duran trasmesso per televisione, la notizia, pubblicata per la prima volta, degli amori tra John Kennedy e Marilyn Monroe e soprattutto la prima comparsa su una rivista albanese di racconti erotici sono alcuni degli eloquenti segnali che qualcosa si sta muovendo, in Albania, nel mondo della cultura e del costume.

Isolata per 45 anni dal mondo esterno, afflitta oggi da una crisi economica senza precedenti, minacciata da un inverno di carestia e da una diffusa inquietudine sociale, l’Albania sta tuttavia muovendo i primi incerti passi verso l’integrazione politica, culturale ed economica al resto del mondo.

All’avanguardia in questo processo la rivista letteraria Drita (Luce) che da alcune settimane, con grande soddisfazione della maggior parte dei lettori e sotto io sguardo critico di pochi irriducibili “conservatori”, pubblica racconti erotici di qualità. Tra le prime firme apparse sul settimanale – che tira 30mila copie ma che se potesse tirarne di più, dice il suo direttore, il poeta Bardhyl Londo, ne venderebbe anche 100mila – quelle prestigiose di Boccaccio, di Mark Twain – nell’insolita e poco conosciuta veste di scrittore di letteratura erotica -, del Nabokov di Lolita.

Certo non si tratta delle perverse avventure a «luci rosse» della Lulù di Almudena Grandes ma per i lettori albanesi Drita ha aperto una finestra su un mondo considerato fino a pochi mesi fa «corrotto e decadente». A parte la letteratura erotica, che indubbiamente contribuisce a garantire il «tutto esaurito» appena la rivista arriva in edicola, Londo ha cominciato a pubblicare anche autori considerati fino a ieri «esponenti della borghesia»: Sartre, Freud, Camus, Curzio Malaparte; o autori del tutto ignorati nell’Albania enverista come i latinoamericani Garcia Marquez, Scorza, Borges o gli italiani Calvino, Rea, Natalia Ginzburg.

«La nostra rivista – dice Londo, 42 anni – è stata la prima ad ospitare voci di dissenso, anche prima dell’apertura politica degli ultimi mesi. È stata all’avanguardia nella formazione di un pensiero progressista e critico nei confronti dell’establishment politico e culturale».

Nell’equipe del giovane direttore – una delle voci più promettenti della poesia albanese contemporanea – sette giovani intellettuali e un anziano scrittore e poeta, Jusuf  Alibali, che ha conosciuto le carceri fasciste italiane e albanesi nei primi anni 40 e che ha passato 15 anni al confino durante 11 regime comunista. Allievo di Lorenzoni e Calamandrei a Firenze nel 1941-42, Alibali, 68 anni, collabora oggi con soddisfazione alla redazione di Drita e considera una delle cose migliori che abbia fatto ultimamente la n-vista la pubblicazione di una parte della Divina Commedia tradotta dal poeta contemporaneo Cesar Kurtiz.

Se Drita è all’avanguardia in questo compito di «rinnovamento dei costumi e della cultura», anche altri mezzi di informazione hanno fretta di rimettersi al passo con il resto dell’Europa e del mondo. La sera in cui l’Espresso Grecia sbarcava nel porto di Durazzo, buio e presidiato dagli agenti dei corpi speciali di polizia, centinaia di profughi rimpatriati dall’Italia, la televisione di Stato trasmetteva per la prima volta un concerto dei Duran Duran inchiodando migliaia di albanesi davanti al piccolo schermo.

Il giorno dopo Zeri i Popullit, il serioso organo del Partito socialista (ex Partito del lavoro, comunista), pubblicava, corredato da foto, un articolo sugli amori di Kennedy e Marilyn, di cui gli albanesi erano rimasti all’oscuro, come di tante altre cose, per 30 anni.

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